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2 settembre 2010

Ispirazioni (We’ll walk this road together)

Sono in uno stato d’animo indefinito in questi giorni, complici alcuni eventi recenti, la sensazione che tutto si ripeta all’infinito sempre nello stesso identico modo, e un po’ di nostalgia di tempi e atmosfere che non ci sono più.
Un po’ di tempo fa, non ricordo più in quale post, dicevo che c’è una canzone di Eminem adatta per ogni umore. Così è…

Sometimes I feel so alone,
I just don’t know, feels like I’ve been down this road before,
So lonely and cold, It’s like something takes over me,
Soon as I go home and close the door,
kinda feels like deja vu, I wanna get away from this place I do,
But I cant and I won’t say I tried but I know that’s a lie cuz I don’t
and why I just don’t know…
- Deja Vu – Relapse

Perché Eminem? Perché in realtà volevo parlare di musica in questo post, di lui nello specifico, visto che oggi ho pubblicato su APP, con due mesi e mezzo di ritardo, la fantomatica recensione di Recovery. La trovate qui: Recovery: Eminem si riprende il suo trono.
L’articolo non rende particolarmente giustizia all’impatto che la sua musica ha avuto ed ha ancora nella mia vita, sono questioni troppo personali e quello non è né il luogo né il contesto per parlarne. Qui, però, ci posso provare…
C’è un qualcosa nella sua musica, vecchia e nuova, che è una fonte di ispirazione, per me come per un sacco di altre persone. Ispirazione a fare cosa? Non ad uccidere, ad odiare i gay, le donne, a fare uso di droghe, o a tutte queste stronzate che hanno scritto negli anni su di lui. La sua musica ispira a resistere quando le cose non vanno per il verso giusto, a combattere anche quando tutto sembra remare contro, a perseguire i propri sogni anche quando tutti ti dicono che sono troppo grandi.
La sua storia, in fin dei conti, anche se in maniera poco convenzionale, rappresenta a suo modo lAmerican Dream. Se si pensa che un ragazzino esile e timido di Detroit preso di mira per anni dai bulli del quartiere, cresciuto senza padre, trascinato da una madre instabile da una roulotte all’altra e da una scuola all’altra, sia riuscito nonostante tutto a fare qualcosa della sua vita – un qualcosa di grandioso – beh forse un po’ di fiducia la si ritrova. Non tanto nel mondo, quanto in se stessi.
Ed in quanto a Recovery, lo ringrazio per non essersi fatto ammazzare dalla fama come Elvis, Marilyn, Tupac, Michael Jackson, per essere tornato, per aver ripreso a far musica “che ispira“, per averci raccontato che con la forza di volontà ci si riprende da qualsiasi cosa. E’ un disco che aiuta a rimettere alcune cose in prospettiva, se lo si ascolta con la giusta dose si attenzione. We’ll walk this road toghether – dice – e va preso in parola.

Filed under: Music, My Blog by Lady Blackice at 13:27

31 agosto 2010

C’è film e film

Per fortuna sta per ricominciare la stagione cinematografica perché il cinema estivo non fa decisamente per me. Complici alcune uscite spensierate con le amiche, mi sono beccata cose come Sex & The City 2, Eclipse e, sabato, Letters to Juliet… No dico, parliamone!

Letters to JulietLetters to Juliet è veramente una cosa indegna, con l’aggravante, essendo ambientato in Italia, del cast misto italo-americano. Brr!!
La storia: una coppia di giovani americani (decisamente male assortita) si reca a Verona per un viaggio pre-nozze dai risvolti imprevisti: lui, chef, si dedica ad apprendere l’arte delle cucina italiana, mentre lei, trascurata, si mette a fantasticare su Romeo e Giulietta. Scopre che ogni giorno centinaia di donne scrivono lettere a Giulietta parlandole dei loro problemi di cuore e che ogni sera una combriccola di invasate – le Segretarie di Giulietta - le raccoglie, le legge e risponde ad una ad una. La cosa peggiore è che esistono veramente!!!
La tipa si lascia incantare dalla favoletta e si trova a rispondere ad una lettera vecchia di 50 anni, rimasta incastrata nel muro. Il suo gesto avventato spinge la destinataria della lettera, una fanciulla inglese ormai nonna, a mettersi alla ricerca del suo primo amore italiano, trascinandosi dietro il nipote e l’americana, che ovviamente…
Note to myself: se al cinema non c’è niente di interessante, non ci andare!

Parlando di film di tutt’altro spessore, invece, sto approfittando di questo periodo ancora un po’ inattivo per colmare alcune grosse lacune cinematografiche. Ci sono un sacco di classici che non ho mai avuto modo di guardare e, visto che la TV ormai la considero un oggetto decorativo, mi sono munita di portatile ed ho abbracciato appieno la filosofia ed i benefici del palinsesto fai da te. I primi della lista erano due film anni ’60: Colazione da Tiffany (1961) e Il Laureato (1967). (continua…)

Filed under: Movies by Lady Blackice at 16:05

22 agosto 2010

Pensieri sconnessi sugli 8 anni di APP

Ed eccoci qui, è la quarta domenica di agosto, avete questa data segnata sui vostri calendari?
Se non capite di cosa parlo vuol dire che non conoscete APP abbastanza a fondo da sapere che questo sito esiste da un bel po’ di tempo - 8 anni per la precisione – e che oggi è la data simbolica in cui festeggiamo questa ricorrenza. Buon Compleanno American Pizza Party!

Un altro anno di American Pizza Party… Sul sito, come vuole la tradizione, ho straparlato nel mio solito sermone compleannesco. Nessun discorso strappalacrime quest’anno, e bando anche alla nostalgia. Si guarda al futuro, con tante novità introdotte già da oggi e tante in arrivo.

Qui, però, posso permettermi di andare un po’ più sul personale… (continua…)

Filed under: American Pizza Party by Lady Blackice at 11:48

12 agosto 2010

APPCon, annessi e connessi…

Con tutti gli scongiuri del caso – APP ha un bel libro nero relativo agli “incontri”, specie nel mese di agosto – lunedì si è conclusa l’APPCon con Sam nella mia ridente, ma che dico, elettrizzante Sabina!
E’ sempre un po’ strano passare dai bits al face-to-face, ma è anche bello conoscere persone con cui sai di avere un sacco di cose in comune, con cui parli da anni magari in virtù di una ricerca su Google che li ha portati sul tuo sito.
Back to Turano LakeTutto come previsto: si è parlato delle tante modifiche da fare al sito, della nuova versione –  che sarà probabilmente sviluppata in Drupal, nonostante i limiti di questo CMS ci siano ben chiari – delle nuove pubblicazioni che partiranno da Settembre e di tante altre cosette che introdurremo nei prossimi mesi.
Poi, come dicevo, qualche giretto nei dintorni verdi, tranquilli e noiosi ovviamente!
Guest star: Povia! Non si conclude una visita in Sabina senza la partecipazione ad una tipica sagra, mi pare ovvio. Il menù quest’anno proponeva, proprio in questi giorni, un concerto di Povia, impossibile perderlo…!(?)!
Questo impareggiabile cantautore si aggirava per il palco fomentando il (poco) pubblico presente, propinando una serie infinita di luoghi comuni messi in musica, agitando grossi cartelli nonsense e condendo il tutto con inquietanti movimenti di bacino nei momenti clou… Fantastico, ci siamo fratti grossissime risate! Senonché Sam si è ritrovato a dividere l’hotel con lui… LOL!
Last-minute: tappa obbligatoria al T-Bone Station vicino Piazza di Spagna, impossibile ripartire senza aver assaggiato cheeseburger e Oreo Dream Cake prima di rotolare fino a Termini.
L’anno prossimo, però, speriamo di riuscire finalmente ad organizzare un raduno, aehm, meeting come si deve!

Filed under: American Pizza Party, My Blog by Lady Blackice at 11:14

11 luglio 2010

Letture estive (a stelle e strisce)

Faccio acquisti su BOL da diversi anni e mi sono sempre trovata bene con loro. Fanno spesso sconti su alcune case editrici, promozioni 3×2, spese di spedizione gratuite e altre cosette simpatiche. In più, mandano il classico buono sconto in occasione del compleanno, quindi ne ho approfittato per fare rifornimento di libri a stelle e strisce che giacevano da mesi nella mia wishlist su aNobii. Eccoli…

  • Le mille luci di New York – Jay McInerney – Un libro piuttosto famoso di cui ho sentito parlare tante tante volte come di un classico della letteratura americana anni ’80… Ecco l’occasione giusta per dargli una chance!
  • Una passeggiata nei boschi – Bill BrysonBryson, Bryson, Bryson… Ormai sono diventata una sua accanita sostenitrice, e dopo America perduta e Vestivamo da Superman non posso non leggere anche questo libro dedicato alle sue scorribande nella madrepatria, per la precisione sull’Appalachian Trail. Sarà il primo che leggerò, immagino!
  • La corsa del levriero. In Greyhound da Pittsburgh a Los Angeles – Alex Roggero – Sono stata ad un passo, qualche anno fa, dal programmare un viaggio negli States con grossi spostamenti via Greyhound, nota compagnia che si occupa di trasporti in autobus. Per fortuna ho scoperto in tempo che la Greyhound ha perso lo smalto di un tempo e che oggi scegliere di spostarsi così è un po’ un azzardo… L’autore di questo libro, però, lo ha fatto, quindi sono curiosa di leggerlo. Metà libro, poi, parla della Route 66, come resistere?
  • Finestre di Manhattan – Antonio Muñoz Molina – New York, la storia di un viaggio fatto dall’autore 13 anni prima e il ritorno nel 2001. Fino all’11 settembre…
Filed under: Books by Lady Blackice at 12:52

9 luglio 2010

American Pizza Party Lab

Comunicazione di servizio riguardante il sito… Copio e incollo, ma voi leggete attentamente e – PLEASEEEEE – dateci una mano!

APP Lab
Dopo averne discusso tante volte sul forum, finalmente facciamo qualche passettino in avanti verso “il futuro di APP”.

Nel mese di agosto lo staff di APP si riunirà faccia-a-faccia per discutere i progetti futuri che riguarderanno il sito ed eventuali novità da introdurre in questa versione o nella prossima.

Nel tempo che manca a quest’incontro – che chiameremo informalmente APPCon – abbiamo pensato di ascoltare e raccogliere le idee dei visitatori e degli utenti del forum, di catalogarle e permettervi di votarle, in modo tale da coinvolgervi in questo processo che ha lo scopo di migliorare il sito e renderlo più vicino alle vostre esigenze.

Partecipare a quest’iniziativa è facilissimo: raggiungeteci su American Pizza Party Lab, inserite le vostre idee e votate quelle degli altri.

Grazie in anticipo per la partecipazione!

Filed under: American Pizza Party by Lady Blackice at 18:07

1 luglio 2010

Totally random movie

EclipseIeri sera siamo andate a vedere Eclipse, giusto per interrompere un attimo queste giornatacce sui libri… Ok, la saga l’abbiamo letta, anche se non particolarmente apprezzata, ma non eravamo psicologicamente preparate all’orda di ragazzine urlanti presenti anche all’ultimo spettacolo, pronte a fischiare/applaudire nelle poche scene in cui succede qualcosa, neanche fosse una puntata di Amici. E’ stato un trauma!
Aggiungo che la nostra scarsa conoscenza delle orde di cui sopra ci ha fatto ottenere un biglietto in quarta fila, tutto decentrato a destra, da cui si godeva una bellissima vista dei denti dei protagonisti, che comunque sono una parte importante del film, perché questi due recitano perlopiù a bocca aperta con un’espressione finto-stordita, ma va beh…
Il film è di un noioso senza precedenti, è proprio vero, due ore di chiacchiere e alla fine non succede un cavolo… Yawn!
E gli effetti speciali sono andati peggiorando da un film all’altro, nonostante il budget, che io sappia, sia notevolmente lievitato… Non so come sia possibile, fatto sta che i vampiri, nel momento in cui venivano fatti fuori, sembravano un incrocio tra manichini e ghiaccioli… Dovrebbero guardarsi True Blood e prendere appunti!
Proprio ieri leggevo che l’ultimo libro, il quarto, verrà reso cinematograficamente in due ulteriori film. Va bene sfruttare la gallina dalle uova d’oro, ma tutto ha un limite!! Io passo…

Note a margine: l’immancabile cameriera idiota dell’American Bar che scrive un papiro per portarci tre pizze e poi si perde l’ordine… Nonostante questo inciampo, vuoi mettere la soddisfazione di ritrovarsi un’inaspettata “Not Afraid” in sottofondo??
Eh si, adesso Slim Shady sta proprio tornando mainstream! I fan di vecchia data ringraziano, ma vi guardano anche un po’ dall’altro in basso, eh… “Where were you when I fell and needed help up? You get no love…” (cit.)

Filed under: Movies, Music, My Blog by Lady Blackice at 10:47

26 giugno 2010

Testate giornalistiche… Si, ma al muro!!

La mia copia di Recovery è giunta sana e salva da Amazon UK il 23 Giugno, sono stati velocissimi!
Supporting Eminem's music since 2000Mi sto godendo quello che è – ormai ne sono più che certa – una capolavoro (o un classic, come dicono in USA) al pari dei suoi primi tre CD.

Voglio scrivere una bella recensione, ragionata, per APP e non buttare lì dei commenti a caso, ma non ne ho ancora avuto il tempo (è un periodaccio), quindi mi tocca rimandare…

Qui, invece, vi segnalo due tipici esempi di stampa italiana pressappochista, disinformata e con un inglese claudicante…

Poveri piccoli incompetenti, se si fossero presi la briga di ascoltare l’album anziché tradurre – male – alcune altrettanto disinformate recensioni straniere, forse si sarebbero resi conto che di “buono, buonista e noioso” c’è davvero ben poco e sarebbero corsi a nascondersi sotto al letto con le orecchie tappate, gridando al mostro, come 9 anni fa, quando gli imputarono persino i fatti di Novi Ligure. Ridicoli, adesso come allora, anche se per motivi opposti.

Tanto per fare chiarezza, Love the way you lie, la canzone con Rihanna, quella che sulla carte poteva essere più smielata, è una ballata dark che parla di abusi fra le mura domestiche. E Space Bound, la presunta canzone d’amore, finisce con un colpo di pistola… Non che alcuni colleghi d’oltreoceano non abbiano preso le loro belle cantonate, eh… Una volta per tuttie: 25 to Life parla dell’hip-hop, non di Kim!

Ok, mi dilungherò in un altro momento, questo era solo per sottolineare cosa credono di farci bere questi geniacci, che probabilmente non hanno mai ascoltato un disco hip-hop in vita loro, tanto meno uno di Eminem.

E dovrei dispiacermi se le testate giornalistiche sono sull’orlo del fallimento?

Filed under: Music by Lady Blackice at 13:18

17 giugno 2010

True Blood

E’ estate, fa caldo e la voglia di argomentare su questioni serie è ai minimi storici, quindi beccatevi qualche post leggerissimo che non avevo avuto tempo di scrivere prima. Nel post precedente accennavo, non per la prima volta, al fatto che True Blood sia diventato il mio telefilm preferito. Nonostante questo, non avevo ancora scritto un post sensato per presentare un po’ la serie…
Quale momento migliore, visto che il 13 giugno è ricominciata la terza stagione in USA?

Il telefilm, ideato da Alan Ball (lo stesso di Six Feet Under) è ispirato abbanza fedelmente alla saga letteraria “The Southern Vampire Mysteries” di Charlaine Harris, che al momento conta dieci volumi.

La storia parte da una premessa fondamentale: in Giappone è stato scoperto un modo per produrre del sangue sintetico, a scopi curativi. Questa scoperta fa venire allo scoperto i vampiri, che annunciano ufficialmente la loro esistenza e, non essendo più costretti a cibarsi di umani, si aspettano di convivere con essi più o meno in pace. Il sangue sintetico, il Tru:Blood (che da il nome alla serie) viene venduto in bottiglia come una qualsiasi alta bibita. Le vicende si svolgono in una piccola cittadina della Louisiana, Bon Temps, decisamente rozza e bigotta, dove i vampiri fanno fatica ad inserirsi all’interno della società come una qualsiasi altra minoranza etnica. L’unica ad essere aperta a questo nuovo mondo è Sookie Stackhouse, la protagonista, una barista che ha il dono/la maledizione di leggere nella mente degli umani. Quando conosce il vampiro Bill Compton e scopre che il suo potere non vale sui vampiri, comincia finalmente a rilassarsi e a sperare di trovare un po’ di pace. Ovviamente, gliene succedereanno di tutti i colori… (continua…)

Filed under: Telefilm, United States by Lady Blackice at 15:14

10 giugno 2010

Glee?? No, grazie!!

Sono ufficialmente terminate tutte le stagioni dei telefilm che stavo seguendo e ieri sera ho guardato il season finale della prima (ed ultima, ma solo per me!) stagione di Glee.
Sugli altri magari poi faccio un post cumulativo, ma questo si merita qualche parola in più…

Intanto vi dico che, ovviamente, la serie è confermatissima anche per l’anno prossimo, come potrebbe essere altrimenti? Non mi viene in mente nessun altro telefilm che sia stato così acclamato negli ultimi anni, tranne Lost probabilmente (che comunque non ho mai guardato), e che abbia fatto parlare così tanto pubblico e critica.
Dal mio personalissimo punto di vista, invece, questo telefilm non merita nemmeno il 30% del clamore che ha suscitato. Ci ho provato, giuro, mi ci sono messa veramente d’impegno, ma dopo 22 episodi posso dire tranquillamente che Glee è una delle (poche) manie collettive di origine americana che non capisco. (continua…)

Filed under: Telefilm, United States by Lady Blackice at 15:12
Visita American Pizza Party e scopri gli States!