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12 marzo 2009

Il libro caldamente consigliato…

Quando parlo degli States con qualcuno che non la pensa come me mi vengono citate sempre due cose che, apparentemente, da noi funzionano meglio, perché non discriminano nessuno: l’istruzione e la sanità. Verissimo! Solo sulla carta, però…
La sanità pubblica spesso non ti permette di accedere alle cure di cui hai bisogno in tempo utile, e  in situazioni davvero gravi e urgenti si è spesso obbligati a rivolgersi ai privati, a patto di poterselo permettere.
Per l’istruzione il discorso è analogo. Prendiamo l’università… Dicono che in Italia l’università è pubblica, il sapere è per tutti. Come no, per tutti, per tutti quelli che possono permettersi di bruciare stipendi (propri o dei genitori) per acquistare libri costosissimi, non sempre validi, non sempre essenziali, spesso scritti o tradotti dai docenti stessi, o dai loro amici… Succede ovunque, in alcune facoltà in maniera molto più evidente di altre.
Ricordo che mia sorella, laureata in Sociologia, spesso doveva mostrare fisicamente i libri all’esame, erano sempre almeno due, uno dei quali scritto dal titolare della cattedra.
Da me solitamente non succede, per fortuna; nessuno ti obbliga a mostrare il libro e, nella maggior parte dei casi, si tratta di testi scritti in USA, non dai nostri docenti. Ma i libri di informatica costano tantissimo, specialmente le versioni non tradotte che devono essere importate dagli States, e stare dietro a tutti i volumi da comprare, restando nella legalità (niente fotocopie, niente P2P) e senza poter usufruire nemmeno di volumi usati (sono testi nuovisssimi), è un autentico salasso.
Perchè dico tutto questo? Perchè una professoresssa, con un atteggiamento abbastanza inconsueto per la nostra facoltà, ci ha caldamente consigliato di comprare un testo, in un’edizione specifica, e nella versione originale, non in quella tradotta. Sembra che l’autore – che coincidenza, eh? – terrà un seminario proprio nel nostro corso. Il libro in questione costa €79.00 secondo la libreria che sta di fronte all’università, l’unica che, di solito, riesce a reperire testi in lingua. Lo stesso libro l’ho ordinato poco fa su Bol a €56.00 euro.
Ora, sorvolando sul fatto che non sono pochi comunque, €23.00 euro di differenza sono un po’ troppi per non pensare che ci sia sotto qualcosa di strano. O no?

Filed under: University by Lady Blackice at 18:51

7 marzo 2009

L’omino dei grafi

C’è una categoria di Ingegneri – i Gestionali (non me ne vogliano) – che soffrono di un evidente complesso di inferiorità che si manifesta ogni volta che si trovano a confrontarsi con colleghi di qualche corso affine, ad esempio noi Informatici. La dico tutta, da noi quel corso di laurea ha proprio la fama di essere un corso di Ingegneria solo sulla carta, dalla difficoltà non paragonabile a quella di tutti gli altri, ma non è questo il punto.
Piccola introduzione per dire che, nel mio indirizzo, mi trovo a dover scegliere tra due esami gestionali da sostenere. Per niente interessata né all’uno né all’altro, ho pescato quello che mi creava meno problemi di orario. Vado a lezione il primo giorno e il professore – che da ora in poi chiamerò l’omino dei grafi – ci informa candidamente che non sapeva dell’esistenza di persone che devono sostenere il corso da 6 crediti – noi Informatici, ovvio. (continua…)

Filed under: University by Lady Blackice at 16:00
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