L’America, per me…
Finisce sempre che per il blog non resta tempo. Scrivi qua, scrivi là, carica su, carica giù, e qui ci finisce solo una replica, un link.
Ho parlato dell’11 settembre oggi, e ne ho parlato su APP ovviamente, ma anche nel blog di Second Life, perché l’importante è ricordare, non importa come e dove lo si fa.
Cosa posso aggiungere qui, che non ho già scritto da un’altra parte?
Niente credo, se non che nei miei tre viaggi in USA ricordo di essere stata veramente, ma veramente felice. Solo il fatto di essere riuscita ad andarci mi rendeva serena.
Qualche giorno fa alla radio parlavano delle “100 cose da fare prima di morire“, per quella storia dell’esperimento di ieri al CERN, e una di queste era “trovare un posto che ti rende veramente felice, dove pensi di poter vivere, mollare tutto e trasferirti“. Dovrei farlo. Magari non mollando tutto, ma finendo prima quello che devo finire. Comunque dovrei farlo…
Perchè? Ma per il motivo che ho scritto su APP, perchè io sono una di quelle persone…
Fuggiamo ancora dalle stesse cose, noi europei malati d’America, e sogniamo le stesse cose probabilmente. [...]
La libertà, credo. Un desiderio, un’idea, un simbolo un po’ offuscato, ma che inseguiamo con la stessa determinazione.
E non è detto che sia effettivamente lì – come spesso mi scrivono – questa libertà per cui ci diamo tanto da fare, ma non siamo neanche degli illusi. E’ che crediamo che la ricerca della felicità sia un diritto, come scritto nella Dichiarazione d’Indipendenza, e che ognuno dovrebbe cercarla dove ritiene più opportuno.
E non so ancora quando sarà il momento, ma prima o poi andrò a cercarla, lì… 
