Probabilmente il commento più appropriato su quello che ho fatto negli ultimi mesi è stato quello di una mia amica: “Che fico però, hai fatto tutto quello che avevi detto che avresti fatto, tutto, poi hai rimesso tutto come stava prima, però l’hai fatto!“. Ma, come mi ha detto singer: “Attenzione, che non stai tornando indietro!“.
Già, perché la differenza è che se prima appariva tutto casuale, riportare le cose come stavano dopo aver fatto tutta una serie di esperienze significa aver deciso consapevolmente quale è la strada che si vuole seguire. E’ come tornare indietro fino ad un bivio per vedere cosa c’era dall’altra parte, per poi capire che la strada giusta era quella che avevamo già preso. L’unica cosa giusta da fare è tornarci subito su quella strada, perché nessuno ti garantisce che si incroceranno di nuovo…
Questo è un po’ il senso del “Rewind” che ho avuto in firma su MSN e Skype per un po’.
I mesi trascorsi dal dopo laurea ad oggi sono stati complicati. Spesso mi sono ritrovata a pensare che avevo sbagliato tutto, che sarei tornata volentieri indietro fino al 25 settembre e avrei fatto tutto in un altro modo. Ma non è vero…
Ho fatto tutta una serie di cose che volevo fare, ho conosciuto un sacco di persone, alcune straordinarie, altre straordinariamente stronze, ho toccato con mano quanto cinico possa essere il mondo del lavoro e quanto possa esserlo anche io… Forse basterebbe dire che sono cresciuta parecchio in questi mesi! 
Se non altro, ho imparato a isolare le cose che non mi fanno stare bene e a lasciarle andare consapevolmente e senza rimpianti. Ci si sente più leggeri… Se non si riesce a vivere bene in una determinata situazione, non è il caso di insistere ed andare avanti, se non a discapito della propria tranquillità.
Quindi, questo è quanto: ho mollato la casa dopo due (lunghissimi) mesi. Non era stata assolutamente una buona idea ed è stato evidente da subito. Forse se lo prendi a 19 anni un appartamento condiviso con delle studentesse, e sei studentessa anche tu può avere un senso, ma a 25, da lavoratrice, è tardi… Hai i tuoi orari, i tuoi ritmi, le tue cose e… Non va, semplicemente non va! Stare lontano da casa, cavarsela da soli, è giusto è importante, ma è una strada che riprenderò solo quando potrò permettermi un appartamento tutto mio. Non sono fatta per vivere con degli estranei. 
E’ una settimana che sono tornata a casa mia, quella in cui mi sento a mio agio, quella in cui posso entrare e buttare all’aria tutti i vestiti, quella in cui non mi sveglio di soprassalto la notte perché sento rumori provenire da sopra, da sotto, da destra e da sinistra, quella in cui mi chiudo la porta alle spalle e posso finalmente rilassarmi. C - A - S - A.
Ed ho mollato anche il lavoro, che mi terrà comunque occupata per tutto luglio. Ne ho viste di cotte e di crude in questi pochi mesi; ho fatto una full immersion nella (dura) vita dei consulenti informatici. Ho visto gran parte dei giochetti (sporchi) con cui tirano avanti le società di consulenza, capito come rigiraglieli contro senza troppa difficoltà, volendo. Ma non voglio… O, almeno, non ora. Ho avuto a che fare con quattro diverse aziende, due delle quali hanno nomi di un certo peso, e ho dovuto constatare che spesso dietro al nome di peso c’è un vuoto imbarazzante. Ho rifiutato due proposte tutto sommato buone, soprattutto considerati i tempi in cui viviamo e le difficoltà che hanno i giovani a sistemarsi. Comunque, ho dovuto farlo, perché accettare significava dare un calcio, forse definitivo, a tutta una serie di desideri e prospettive che ho sempre cercato di realizzare.
Quindi si torna all’università, si prende la specialistica e poi ci si dedica completamente al lavoro, che per fare due cose insieme si rischia di non portarne a termine nessuna. Però, questo è l’importante, senza rimpianti!
Mi restano anche quasi due mesi di vacanze (che ancora non so come impiegare) per riprendermi dalle fatiche di quest’anno sabbatico… 
Ironia della sorte: due minuti fa, mentre scrivevo questo post, mi hanno chiamato per propormi un master in tecnologie per il Web con borsa di studio e stage in azienda, della durata di quasi un anno…
Dico, ma mi avete preso per scema? Rewind si, ma fino ad un certo punto! Stage e borsa di studio un corno, ho già dato, adesso mi dovete da pagare, come si dice a Roma! 