Il pezzo di carta
Già pronto, ritirato stamattina, nella sua elegante (???) custodia ci cartoncino celeste…
Parlo dell’attestato di laurea, la proiezione cartacea di anni di sforzi, gioie e dolori, di momenti belli e altri meno, e di interminabili viaggi sul Cotral…
Fa un effetto strano averlo tra le mani; rappresenta una fetta così significativa della tua vita, eppure è solo un foglio, formale, asettico (nemmeno il voto ci scrivono).
Forse è così che è meglio vederlo, senza sentimentalismi, come un pezzo ci carta da appendere al muro, magari in una bella cornice, per ricordarti che si, qualcosa lo hai raggiunto, ma la strada è lunga, e ogni volta si riparte da (quasi) zero… Dal primo esame della specialistica in questo caso!
E ti sembra che non sia cambiato niente, che non sia passato un attimo, da quando, uscita dal liceo, ti avvicinavi all’università piena di entusiasmo e aspettative. E invece è passato più di un attimo, è passato qualche anno… Anni in cui tu sei diventata un po’ più disillusa, e il mondo un po’ più precario.
[Mood: sad
| Listening to: The Scientist - Coldplay]
